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Rendere sostenibile l’attivismo: la nostra formazione per Amnesty International – Sezione italiana

Secondo una ricerca presentata dalla Fondazione Gi Group nel 2021 nell’ambito della sostenibilità del lavoro, è emerso che se i componenti di un team di qualunque tipologia di organizzazione (professionale, scolastica o di volontariato) si sentono consapevoli del proprio valore e lo vedono riconosciuto, saranno più inclini ad una maggiore autonomia, disponibilità al cambiamento e ingaggio.

In quest’ottica, la Circoscrizione Lombardia del Movimento Amnesty International – Sezione Italiana, ha dato il via insieme a Dual ad una serie attività nell’ambito del progetto “Sostenibilità 2021”.

Amnesty International è un movimento globale fondato nel 1961 per la salvaguardia dei diritti umani. Essere attivisti significa essere protagonisti del cambiamento tramite un’intensa attività di organizzazione di eventi di educazione e sensibilizzazione ai diritti umani, azioni in piazza e raccolta firme.
Per questo motivo, per l’Organizzazione è importante che ogni attivista si senta consapevole del proprio valore.

Dual ha quindi organizzato 4 incontri con la Circoscrizione Lombardia, con l’obiettivo dichiarato di definire un modello di attivismo sostenibile e di stimolare la partecipazione attiva e responsabile al Movimento di ogni componente.
Gli incontri si sono svolti nell’arco di sei mesi e si sono rivolti ad una platea di 22 attivisti provenienti da tutta la Regione.

Il primo incontro si è tenuto online ed ha gettato le fondamenta del percorso da intraprendere, ovvero la l’identificazione del “senso di scopo” di ciascuno.

Nel secondo meeting, abbiamo focalizzato l’attenzione sui talenti di ognuno dei partecipanti, grazie alla compilazione del Brain Talent Profile, il modello studiato dal nostro partner Six Seconds per comprendere le capacità che ciascuno di noi può mettere in gioco per generare un cambiamento positivo.

Successivamente, nel terzo meeting, anch’esso online, abbiamo organizzato un group coaching dedicato al Trust Style Inventory di ciascun partecipante. Lo scopo era capire lo stile di fiducia di ciascuno: come ci fidiamo degli altri e come ci rendiamo affidabili, quali sono le opportunità per aumentare la fiducia e i punti di forza che possono essere sfruttati per migliorare la volontà di fidarsi.

L’ultimo meeting invece, si è tenuto in presenza ed ha rappresentato la conclusione del percorso avviato. L’incontro dal vivo è stata l’occasione per tutti i partecipanti di mettere in pratica quanto appreso, con l’applicazione in casi concreti.

Un esempio di Trust Game, interamente sviluppato da Dual, è basato sulla simulazione dell’organizzazione di un’attività. In questo caso, i partecipanti sono stati suddivisi in 3 gruppi, ognuno con il proprio obiettivo da raggiungere. Per ogni gruppo è stato fondamentale riconoscere qual era il risultato da ottenere, quale l’attività specifica da organizzare, quali sono le possibili ombre e quali i superpoteri di ogni componente del gruppo che possono minacciare o dare forza al raggiungimento dell’obiettivo.

Il riscontro finale è stato entusiasmante. Secondo il questionario finale redatto dalla Circoscrizione Lombardia, i partecipanti hanno apprezzato soprattutto la possibilità di esprimere i propri pensieri ed opinioni nell’ottica di una sincera condivisione con gli altri.

Ci siamo rivolti a Dual inizialmente senza avere bene in mente dove volessimo arrivare ma con tante domande a cui ci sarebbe piaciuto trovare una risposta.
Siamo semplici volontari di un’associazione per i diritti umani, proporre questo genere di attività ai nostri attivisti è stata una grande novità per il nostro mondo.
Ci siamo fidati ciecamente della professionalità di Giuliano e delle risorse di Dual e ne è nato un vero e proprio viaggio, cucito a misura su di noi, attraverso i nostri talenti, competenze e anche debolezze.
Siamo arrivati alla fine di questo meraviglioso percorso più consapevoli della nostra forza e dei nostri limiti ma con in mano preziosi strumenti che potranno, da oggi in poi, aiutarci a superarli.
Siamo davvero soddisfatti e pronti a mettere in pratica tutto ciò che abbiamo imparato durante la formazione.

Ha affermato Giulia Maria Vecchione – Responsabile Circoscrizione Lombardia di Amnesty International – Sezione italiana.

 

Articolo di: Chiara Indirli

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